<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Music World</title>
	<atom:link href="http://www.musicworld.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.musicworld.it</link>
	<description>&#34;Signora, dove c&#039;è musica non può esserci nulla di cattivo.&#34; - Miguel De Cervantes</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Feb 2011 18:47:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.3</generator>
		<item>
		<title>Alegria do Brasil &#8211; pt. 1</title>
		<link>http://www.musicworld.it/storie/alegria-do-brasil-parte-1</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/storie/alegria-do-brasil-parte-1#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 21:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Alegria do Brasil]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=531</guid>
		<description><![CDATA[<p>Io e il Brasile ci siamo conosciuti molti anni fa, quando io ero piccolo, dai dieci anni fino diciamo ai quattordici.</p>
<p>Si è presentato a me nel modo più intelligente possibile, con la sua musica allegra e travolgente, peccato però che passasse per le mani di assurdi disk jokey casalinghi, assolutamente incompetenti di ciò che stavano maneggiando.</p>
<p>Il <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/storie/alegria-do-brasil-parte-1">Alegria do Brasil &#8211; pt. 1</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io e il Brasile ci siamo conosciuti molti anni fa, quando io ero piccolo, dai dieci anni fino diciamo ai quattordici.</p>
<p>Si è presentato a me nel modo più intelligente possibile, con la sua musica allegra e travolgente, peccato però che passasse per le mani di assurdi disk jokey casalinghi, assolutamente incompetenti di ciò che stavano maneggiando.</p>
<p>Il pacchetto era una scatola chiusa e si poteva solo scegliere se accettarla o restituirla.</p>
<p>Dentro si poteva trovare una festa, quasi sempre di carnevale in maschera ovviamente, ma anche natalizia con tutto il campionario di divertimenti nazionalpopolari della (sub)cultura italiana, che però fanno tanto famiglia felice. Oppure, d&#8217;estate all&#8217;aperto in qualche posto della campagna salentina a fare tardi, magari nel fine settimana, sotto al cielo umido e stellato del sud.</p>
<p>Tra le opzioni c&#8217;era la possibilità di restare a casa con la nonnina, che faceva sempre piacere perché era come spadroneggiare allo stato brado. Bastava commettere tutto ciò che era vietato in velocità per passarsela impuniti, essendo lei molto lenta e impedita nei movimenti. E buona soprattutto, da non raccontare poi, a mia madre, delle mie malefatte in sua assenza.</p>
<p>L&#8217;altra alternativa era quella di seguire la mamma nei suoi preparativi, culinari, estetici prima, e poi dai suoi amici, nel posto dove la festa era stata programmata. Perché una cosa è sempre stata certa. Si mangiava maledettamente bene in quelle feste del cazzo. E ognuno portava una cosa e ogni cosa era più buona dell&#8217;altra. E tutti erano allegri con tutti. E anche la cosa peggiore del mondo come un cattivo voto la mattina a scuola, veniva fagocitato da tutto quel buon umore, e lo testimonia il fatto che la maggior parte di queste feste si teneva, guardacaso, a casa di un&#8217;amica che era anche la mia maestra elementare, una di quelle che se non imparavo la poesia mi menava con la riga di legno sulle mani. Ma in quelle feste ognuno di noi rappresentava il meglio che gli altri si aspettavano di vedere di fronte. Ed era buonumore sincero, ve lo assicuro!</p>
<p>E tutto sommato era anche divertente. Sì, perché mica c&#8217;ero solo io della mia età, c&#8217;erano anche altri ragazzi e soprattutto ragazze, con cui poter praticare i primi rudimenti di teoria sessuale maldestramente applicata. Non pensate chissà cosa eh, che io su certe cose sono sempre stato un po&#8217; tardo&#8230; e un po&#8217; tordo. Diciamo che anche una limonata all&#8217;ombra della pergola nascosti, oppure una pomiciata fulminea con palpata di tetta potevano essere degli ottimi motivi estremamente convincenti per andare alle feste con mammina.</p>
<p>Io ho elaborato una teoria, in quel periodo. La teoria del muro e della deviazione del campo gravitazionale. Capitava in corrispondenza di muri, di qualunque materiale o rifinitura. Se si verificavano alcune situazioni iniziali, come la presenza di una ragazza carina e anche interessata, e la simultanea assenza di chiunque altro nei paraggi, il muro aveva un effetto di deviazione delle linee di forza del campo gravitazionale e attraeva a sé la componente femminile e quella maschile, esattamente in quest&#8217;ordine, col risultato di ottenere un sandwich muro-femminuccia-maschietto, con l&#8217;impossibilità proprio materiale di staccarsi se non con immani sforzi.</p>
<p>E accadeva sempre, ve lo giuro. Talvolta le condizioni iniziali non erano perfettamente rispettate e allora questo fenomeno non si rivelava in tutto il suo trasporto psico-fisco-gravitazionale. Ma altre volte sono riuscito a dimostrare l&#8217;esistenza dei gravitoni con largo anticipo rispetto alle teorie dei più scaltri fisici teorici moderni. E sentirsi dire da una ragazza carina con gli occhi ammiccanti, frapposta fra te e il muro, &#8220;Oggi si sente proprio il gravitone&#8230;&#8221; era una soddisfazione che protraeva i suoi effetti sull&#8217;ego per molti giorni a seguire.</p>
<p>Ma c&#8217;era un evento, ogni volta, che riusciva persino ad annullare gli effetti del gravitone ipertrofico adolescenziale. Un evento presagito già in anticipo, ricorrente e previsto, tranne per il preciso istante in cui si sarebbe verificato. Bisognava solo attendere e confidare nella fortuna di uscirne indenni.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/e/1BCxAgZAlHY"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/e/1BCxAgZAlHY" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>E vi giuro che quando sentivo quel ritmo partire, con tutte le percussioni, i campanellini, i piattini, e poi &#8211; ORRORE &#8211; quel mantra nefasto che ti si incollava nelle orecchie e andava via solo dopo ripetute sedute a base di AC/DC sparati nelle orecchie in cuffia a volumi da big-bang&#8230;</p>
<p>peppeeeppeppeppeppeeeeeee&#8230;&#8230;</p>
<p>e tutti, come posseduti da qualche strana forma di virus alieno burlone, immancabilmente lasciavano qualunque altra azione stessero facendo e come guidati da un disegno superiore andavano a formare in modo sospettosamente geometrico un pericolosissimo serpentone che, come un buco nero, poteva ingoiare chiunque non scappasse via lontano a gambe levate, assumendo le grottesche fattezze di burattini nelle mani di mangiafuochi ubriachi di vino e risa.</p>
<p>Poi mi hanno spiegato che gli Iron Maiden hanno composto il loro pezzo Run to the hills proprio per tramandare alle generazioni successive il terrore del trenino-samba.</p>
<p>Ma i visi! Li avete mai visti i visi di chi partecipa a questa abominevole forma di interazione sociale?</p>
<p>Il primo. Il prescelto. La testa del serpente. L&#8217;unto dall&#8217;alieno. Era richiesta una condizione sociale elevata per poter ricoprire con competenza questo ruolo. Camminava a piccoli passi ritmati, con le ginocchia leggermente piegate e il bacino oscillante; le braccia anch&#8217;esse leggermente piegate e i pugni chiusi che alternativamente si muovevano avanti e indietro a ritmo di musica, culo in fuori e corpo proteso in avanti, tipo gallina, e dipinto in viso quel sorriso ebete che non avresti mai scommesso di vedere su certi stimati professionisti attempati di provata e unanimemente riconosciuta integrita morale.</p>
<p>E dietro, l&#8217;umanità. Braccia stese poggiate sulle spalle del predecessore o, se si era fortunati a capitare dietro alla ragazza giusta, anche sui fianchi. E tutti a scimmiottare con tutto il corpo quella cadenza scema scandita dal capofila.</p>
<p>E le traiettorie! Le avete studiate le traiettorie? Anche qui una mia teoria. Seguivano percorsi la cui stranezza era proporzionale al tasso alcolico nel sangue del capofila. Un precursore del test del palloncino, volendo. Mi hanno detto che inizialmente per misurare il tasso alcolico, anche la polizia faceva fare i trenini ai posti di blocco, ma poi immancabilmente anche loro venivano coinvolti e finiva &#8220;tuttu a schifìu!&#8221;</p>
<p>Io vi confesso di essere stato catturato qualche volta, ma voi capirete, con la mente ancora rapita dalla teoria del gravitone ipertrofico adolescenziale, era facile abbassare la guardia. E poi, quando dopo le prime note si riusciva faticosamente a liberarsi dalla morsa gravitazionale e lei ti prendeva la mano, ti guardava con occhi innamorati, ti baciava teneramente la bocca e ti diceva &#8220;andiamo anche noi&#8221;, tirandoti verso il serpente nascente con l&#8217;intenzione di farsi catturare insieme a te, non potevi dire di no, era una specie di prova d&#8217;amore, una sorta di amplesso demente collettivo a cui tutti partecipavamo e tutti eravamo a nostro modo felici e gaudenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/storie/alegria-do-brasil-parte-1/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il miracolo è avvenuto</title>
		<link>http://www.musicworld.it/radio-armageddon/il-miracolo-e-avvenuto</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/radio-armageddon/il-miracolo-e-avvenuto#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 20:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio Armageddon]]></category>
		<category><![CDATA[All Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Blue room]]></category>
		<category><![CDATA[Four]]></category>
		<category><![CDATA[Gibson Ripper]]></category>
		<category><![CDATA[I got rhythm]]></category>
		<category><![CDATA[Ladybird]]></category>
		<category><![CDATA[Misty]]></category>
		<category><![CDATA[Satin Doll]]></category>
		<category><![CDATA[West Coast Blues]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=504</guid>
		<description><![CDATA[<p>È sorprendente come ci possano essere situazioni che si intricano e districano in maniera sorprendentemente spontanea.</p>
<p>Nel post precedente L&#8217;arte di complicarsi la vita vi dicevo dell&#8217;esame da fare a febbraio, in una data da destinarsi, i dieci standard jazz, ecc&#8230;</p>
<p>Ok, nel frattempo la data è stata destinata ed è pure passata. L&#8217;esame è stato fissato per <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/radio-armageddon/il-miracolo-e-avvenuto">Il miracolo è avvenuto</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È sorprendente come ci possano essere situazioni che si intricano e districano in maniera sorprendentemente spontanea.</p>
<p>Nel post precedente <a href="http://www.musicworld.it/radio-armageddon/larte-del-complicarsi-la-vita">L&#8217;arte di complicarsi la vita</a> vi dicevo dell&#8217;esame da fare a febbraio, in una data da destinarsi, i dieci standard jazz, ecc&#8230;</p>
<p>Ok, nel frattempo la data è stata destinata ed è pure passata. L&#8217;esame è stato fissato per oggi, 4 febbraio, alle 10.40 del mattino.</p>
<p>Il modo in cui l&#8217;ho saputo denota una notevole resistenza delle mie coronarie, difatti il mio chitarrista esaminando mi ha detto con taaaanta naturalezza che l&#8217;esame sarebbe stato di lì a una settimana!</p>
<p>Cristo, siamo nella merda! È la prima cosa che ho pensato. La seconda è stata una veloce esplorazione di tutte le vie di fuga a mia disposizione da questa situazione. Una rapida scansione mi ha subito persuaso del fatto che non v&#8217;erano vie di fuga. Va bene! Uno lo sa e si mette l&#8217;anima in pace. Dobbiamo fare st&#8217;esame? Ok, venderemo cara la pelle! Quante prove abbiamo? Eh?! Quattro?! No, ma dico, siete matti? Segue altra veloce esplorazione delle vie di fuga possibili e, in questa fase di stress avanzato, anche con probabilità prossima allo zero, tipo rapimento alieno, estasi mistica irreversibile, paralisi temporalmente indefinita di tutte le dita delle due mani, fino al sacrificio supremo, all&#8217;ultima chiamata divina. Niente! Un violento schizzo di adrenalina nel sangue da parte delle ghiandole surrenali ormai ipertrofiche mi ha riportato al mio inevitabile destino.</p>
<p>Esame. 10 standard jazz. Quattro prove disponibili. Gloria o De profundis. Osanna o crucifige.</p>
<p>Comincio quindi ad orientare l&#8217;intera mia esistenza in funzione di questo evento di portata cosmica. Ore e ore di studio al giorno, sonno ridotto al minimo indispensabile per la sopravvivenza, stress a livelli di pura consunzione. La mattina andando in ufficio i mie passi scandivano il walkin&#8217; bass di I got rhythm, durante il lavoro mi trovavo a digitare parole incomprensibili, poi mi accorgevo che erano il risultato del suonare le partiture di basso dei pezzi sulla tastiera del mio pc, la notte ero perseguitato dal giro di West coast blues e la sua improbabile sequenza di accordi, seduto al cesso mi ripassavo il solo di basso di All blues.</p>
<p>Un caso clinico.</p>
<p>Negli ultimi due giorni avrò suonato un numero incredibile di ore. L&#8217;ultima notte sono state più le tazze di caffè delle ore di sonno.</p>
<p>Oltretutto, a ieri sera, tre dei pezzi ancora non ne volevano sapere di girare a dovere. Allora stanotte dalli di West coast blues, I got rhythm, Four, Satin doll&#8230;</p>
<p>Sono andato all&#8217;esame con la fierezza e la strafottenza di un condannato a morte, ma con largo anticipo, di uno che vuole sistemare tutto per bene.</p>
<p>Ultima prova, stamattina. Sorprendente. I pezzi di ieri che proprio non venivano, giravano, e non per caso. Era un&#8217;evoluzione sistematica, un esperimento scientifico riproducibile n volte.</p>
<p>Eravamo quasi sicuri di noi quando mezz&#8217;ora prima del nostro turno, bussa un tipo alla porta della saletta dove stavamo provando e dice: &#8220;Salite su a prendere la vostra copia del pezzo a prima vista.&#8221;</p>
<p>Pezzo a prima vista! Abbiamo guardato F. con sguardo disperato e inquisitorio. Anche F. si è guardato da solo con lo stesso sguardo. Quale pezzo a prima vista? C&#8217;era un pezzo a prima vista da fare?</p>
<p>Ormai non esploravo più le possibili vie di fuga, speravo solo che lo scempio del mio corpo venisse fatto al più presto possibile e che non fosse poi troppo doloroso.</p>
<p>Ma ancora una volta lo spirito di sopravvivenza ha prevalso. Abbiamo preso la partitura. Avevamo mezz&#8217;ora di tempo per prepararla. Era un anatole, o rhythm changes che dir si voglia. <strong>Blue room</strong>. Che culo!!! Eravamo solo indecisi se farlo piano cercando di suonarlo al meglio possibile, o sua velocità normale, presumibilmente oltre i 200 bpm, per finire presto l&#8217;agonia.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0vtH4s9tAHE">http://www.youtube.com/watch?v=0vtH4s9tAHE</a></p>
<p>Velocissima studiata del pezzo. Partiamo. Piano, poi più veloce. Gira! Cazzo, gira! Ok, facciamolo ad oltranza. A, poi ancora A, poi B, poi ancora A.</p>
<p>Dopo il millesimo giro è arrivato uno degli esaminatori chiamandoci. Era il nostro turno!</p>
<p>Entra nella sala dell&#8217;esame, prendi posto, tira fuori le partiture, cazzo che caldo leva il maglione, ascella pezzata e sti cazzi, prendi il basso, accordalo, le dita sono già calde, pronti!</p>
<p>Entrano gli esaminatori. Dalle voci di corridoio doveva esserci Eddy Palermo, poi non c&#8217;era e F. era più sollevato. Poi si è detto che doveva esserci Gianfranco Gullotto, al che mi sono visto io già crocefisso (è un bassista), poi non c&#8217;era neanche lui. Fiuuuu&#8230;.</p>
<p>Segue tutta una conversazione tra me e due dei tre esaminatori, che non hanno potuto non ammirare il mio basso. Una figata di basso. Un <strong>Gibson Ripper</strong> fretless del 1974. Gongolo come poche altre volte e non dico che me l&#8217;ha affidato il mio maestro e non gliel&#8217;ho ancora pagato. Lo farò, giuro. E allora saprò che tutti quei complimenti ricevuti avranno di colpo una giusta ragion d&#8217;essere.</p>
<p>Cominciamo. Pezzo a piacere. <strong>Ladybird</strong>. C. stacca un tempo veloce, ma così veloce da interessare la teoria della relatività di Einstein. Finito. Impeccabile. Ottimo inizio.</p>
<p>Secondo pezzo&#8230; un blues&#8230; <strong>West coast blues</strong>&#8230; Cazzo!!! Proprio quello che fino a ieri non girava. Ci veniva meglio All blues. Alla fine è stato impeccabile pure questo. L&#8217;ottimismo cominciava a prendere piede.</p>
<p>Terzo pezzo. Adesso una ballad. Satin doll no, pensavo, e qualcuno mi ha sentito, perché ci hanno chiesto <strong>Misty</strong>. Cominciamo bene, tempo giusto, mood appropriato, tanto sentimento. Cazzo, quasi quasi la libidine musicale prevale sulla tensione e mi gusto il pezzo. Ma me lo gusto un po&#8217; troppo, tanto da saltare una parte e chiudere prima del previsto. Vabbè. È andato bene lo stesso.</p>
<p>Ultimo pezzo. Quello a prima vista. Cominciamo bene, lo facciamo girare, poi ci perdiamo. Almeno io, sicuramente mi sono perso. Ma l&#8217;esame per me era finito. Sollievo e rilassamento.</p>
<p>Per F. invece è continuato da solo con altre domande teoriche, scale, accordi, soli, ecc&#8230;</p>
<p>Alla fine di tutto l&#8217;esame è andato bene. Il miracolo era compiuto. F. secondo i patti doveva offrire da bere, ma senza fretta, uno dei prossimo giorni.</p>
<p>Arrivato a casa ero abbastanza sfatto. Mi ero ripromesso di non toccare il basso almeno fino&#8230; fino&#8230; a domani.</p>
<p>Non ce l&#8217;ho fatta!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/radio-armageddon/il-miracolo-e-avvenuto/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte del complicarsi la vita</title>
		<link>http://www.musicworld.it/radio-armageddon/larte-del-complicarsi-la-vita</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/radio-armageddon/larte-del-complicarsi-la-vita#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 20:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio Armageddon]]></category>
		<category><![CDATA[All Blues]]></category>
		<category><![CDATA[Duke Ellington]]></category>
		<category><![CDATA[Four]]></category>
		<category><![CDATA[Ladybird]]></category>
		<category><![CDATA[Miles Davis]]></category>
		<category><![CDATA[Misty]]></category>
		<category><![CDATA[Saint Louis College of Music]]></category>
		<category><![CDATA[Satin Doll]]></category>
		<category><![CDATA[Sonny Rollins]]></category>
		<category><![CDATA[St. Thomas]]></category>
		<category><![CDATA[Tadd Dameron]]></category>
		<category><![CDATA[Tenor Madness]]></category>
		<category><![CDATA[Tune Up]]></category>
		<category><![CDATA[Wes Montgomery]]></category>
		<category><![CDATA[West Coast Blues]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=478</guid>
		<description><![CDATA[<p>Chi mi conosce sa che non sono uno che si complica volontariamente o involontariamente la vita, anzi, ho un ottimo rapporto sia con le cose complicate sia con quelle semplici e questo mi permette di pormi davanti ad esse con un&#8217;adeguata razionalità e consapevolezza. Tuttavia neanche io stesso, mentre lo scrivo, riesco a farmi ingannare da <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/radio-armageddon/larte-del-complicarsi-la-vita">L&#8217;arte del complicarsi la vita</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi conosce sa che non sono uno che si complica volontariamente o involontariamente la vita, anzi, ho un ottimo rapporto sia con le cose complicate sia con quelle semplici e questo mi permette di pormi davanti ad esse con un&#8217;adeguata razionalità e consapevolezza. Tuttavia neanche io stesso, mentre lo scrivo, riesco a farmi ingannare da quest&#8217;iperbole che racconto! Quindi niente sorrisini o battute sarcastiche, per favore. <img src='http://www.musicworld.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>httpvp://www.youtube.com/view_play_list?p=2A793D6D19066DD6</p>
<p>E quando c&#8217;è la musica di mezzo le cose si complicano ulteriormente e io divento quasi bulimico. Non ne ho mai abbastanza, ne voglio sempre di più.</p>
<p>Arrivano però dei momenti in cui mi accorgo che forse ho messo troppa carne al fuoco e allora cerco di darmi da fare a mangiarmela prima che si bruci e mi ingozzo!</p>
<p>La situazione attuale è la seguente.</p>
<p>Un sabato ogni 15 giorni ho la mia giornata di full immersion musicale, dalla mattina alla sera a scuola di musica. L&#8217;altro sabato invece&#8230; no, non è libero, anzi. Altre lezioni e laboratori, ma non per tutta la giornata, solo un po&#8217; più tranquilla.</p>
<p>Il martedì sera ho la mia lezione di basso, sacrosanta, intoccabile.</p>
<p>Un altro giorno della settimana tocca al mio gruppo, vera valvola di sfogo di tutta la merda che mi trovo costretto a mangiare nel mio normale vivere la vita. Una di quelle situazioni in cui ti senti perfettamente a tuo agio, ingranaggio perfettamente sagomato e collocato in un meccanismo che consuma birra, note e sudore, gira e produce adrenalina, feromoni, serotonina e carburante per vivere.</p>
<p>E fin qui non sarebbe neanche troppo, se non fosse che ultimamente ci ho messo anche il carico da undici.</p>
<p>Lì a scuola da me funziona che gli esami di strumento di terzo e quinto anno vanno fatti con un gruppo composto almeno da tre elementi. Ed è capitato che un amico chitarrista che deve fare l&#8217;esame di terzo anno mi abbia chiesto di suonare il basso al suo esame.</p>
<p>Programma: dieci standard jazz da cui ne verranno estratti tre. Ma la parte migliore e più appassionante è che l&#8217;esame sarà a febbraio in data ancora da destinarsi e io l&#8217;ho saputo la settimana scorsa!</p>
<p>Ovviamente ho accettato! E sto studiando quei pezzi a livelli da malattia mentale. E questo significa almeno due prove alla settimana, da tre/quattro ore a prova.</p>
<p>L&#8217;elenco dei pezzi da studiare è questo:</p>
<ul>
<li><strong>Misty</strong><em><strong> </strong></em>di Erroll Garner &amp; Johnny Burke</li>
<li><strong>Satin Doll</strong> di Duke Ellington</li>
<li><strong>St. Thomas</strong> di Sonny Rollins</li>
<li><strong>Ladybird</strong><em> </em>di Tadd Dameron</li>
<li><strong>All Blues</strong> di Miles Davis</li>
<li><strong>Tenor Madness</strong> di Sonny Rollins</li>
<li><strong>Four</strong> di Miles Davis</li>
<li><strong>West Coast Blues</strong> di Wes Montgomery</li>
<li><strong>Tune Up</strong> di Miles Davis</li>
<li>Un anatole ancora da definire</li>
</ul>
<p>Io ho chiesto un parere al mio maestro di basso, che un pochino di jazz l&#8217;ho studiato, ma sai com&#8217;è&#8230; e lui, invece di togliermi la patata bollente dal fuoco dicendo &#8220;Mmm&#8230; lascia perdere, non si può fare&#8230;&#8221;, invece mi ha detto &#8220;Ma sì, ce la puoi fare tranquillamente!&#8221;. Io ho tanta stima del mio maestro e gratitudine per la sua considerazione nei miei riguardi, ma&#8230; dopo aver ricevuto la sua benedizione, il mio destino è quello di compiere la missione nel migliore dei modi, anche se questo significa rinunciare a dormire per studiare e cagarmi addosso per l&#8217;ansia che questo mi genera.</p>
<p>Già i miei amici mi guardavano con uno sguardo tra il preoccupato e il compassionevole quando dicevo loro che la mattina mi alzo alle sei&#8230; anche cinque e mezza, per fare un paio d&#8217;ore piene di studio a mente fresca prima di uscire per andare in ufficio. E lo faccio ormai da tanto tempo che ne ho fatto l&#8217;abitudine e durante la giornata non ho più neanche sonno. Ultimamente però la situazione, mi dicono, è peggiorata, nel senso che è da un po&#8217; di tempo che le mie ore notturne di sonno sono calate ulteriormente, dalle sei alle cinque ore. Ormai anticipo la sveglia, apro gli occhi e la guardo con una certa impazienza&#8230; Ma quando suoni, ma ti vuoi sbrigare? Che io non è che ho tanto tempo da perdere! Alla fine, quasi sempre decido di stroncarla sul nascere. La spengo e mi alzo e&#8230; no! Non mi pesa più di tanto, altrimenti neanche lo farei.</p>
<p>È solo che prendere il tuo strumento in mano alle cinque del mattino, quando è ancora buio pesto e anche l&#8217;aria lì fuori ha tanto sonno che non ha neanche voglia di stare lì a vibrare per trasportare quei pochi suoni che molestano la notte, è così affascinante, intimo e consolante, che ormai è quasi un appuntamento segreto con una donna. Io e il mio basso.</p>
<p>Ah, per completezza d&#8217;informazione, mi hanno chiesto proprio oggi se voglio partecipare ad un altro laboratorio, il terzo, stavolta di giovedì sera.</p>
<p>Ovviamente ho accettato, ma che ve lo dico a fa&#8217;!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/radio-armageddon/larte-del-complicarsi-la-vita/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>KcrimsonicK</title>
		<link>http://www.musicworld.it/divinita/kcrimsonick</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/divinita/kcrimsonick#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 23:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divinità]]></category>
		<category><![CDATA[Kcrimsonick]]></category>
		<category><![CDATA[King Crimson]]></category>
		<category><![CDATA[Tony Levin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=455</guid>
		<description><![CDATA[<p>Io sono uno studente.</p>
<p>httpvp://www.youtube.com/view_play_list?p=1C9FC7084F7B750F</p>
<p>Non perché ci stia comodamente nella comune definizione, tutt&#8217;altro.  Certamente non ho più l&#8217;età dello studente medio, tantomeno l&#8217;ingenuità, l&#8217;ottimismo e la benevolenza verso il prossimo e il mondo.</p>
<p>Però sono convinto che nella vita ci sia sempre da imparare e io amo guardarmi intorno, capire le cose e imparare da esse. In questo <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/divinita/kcrimsonick">KcrimsonicK</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono uno studente.</p>
<p>httpvp://www.youtube.com/view_play_list?p=1C9FC7084F7B750F</p>
<p>Non perché ci stia comodamente nella comune definizione, tutt&#8217;altro.  Certamente non ho più l&#8217;età dello studente medio, tantomeno l&#8217;ingenuità, l&#8217;ottimismo e la benevolenza verso il prossimo e il mondo.</p>
<p>Però sono convinto che nella vita ci sia sempre da imparare e io amo guardarmi intorno, capire le cose e imparare da esse. In questo sono uno studente e lo sarò sempre.</p>
<p>Anche nella musica sono uno studente, ma in questo campo lo siamo un po&#8217; tutti, anche i più bravi. A me però piace fare le cose con metodo, questo solletica il mio zelo, e per questo motivo un giorno, già al di fuori della famosa età media studentesca, mi sono iscritto a scuola di musica, il <a title="Saint Louis College of Music" href="http://www.slmc.it/" target="_blank">Saint Louis College of Music di Roma</a>, per approfondire lo strumento che suono ormai da anni, il basso.</p>
<p>A scuola studio materie come Armonia, Ear Training, Basso e tanto altro. Si fanno anche tanti laboratori pratici in cui si suona con gente sconosciuta, pezzi sconosciuti di generi a volte del tutto inesplorati e si impara davvero tantissimo.</p>
<p>La cosa meravigliosa è che ogni giorno si incontrano personaggi strepitosi, per chi frequenta l&#8217;ambiente; musicisti paurosi, di fama magari internazionale ma anche quasi sconosciuti in Italia. E questa gente è sempre oltremodo disponibile e gentile, ed è lì, apposta per essere consultata, interrogata.</p>
<p>Quest&#8217;anno mi è stato assegnato un laboratorio di musica rock. Classico laboratorio in cui si prendono dei pezzi rock, e si suonano, perfezionandoli fino ad eseguirli in modo impeccabile, seguiti da un tutor che è a sua volta un musicista. Il tutor di questo laboratorio è un batterista che mi ha lasciato subito a bocca aperta per la sua bravura, <strong>Daniele Pomo</strong>! Non ho mai sentito suonare la batteria in modo così deciso, preciso, potente, impeccabile, con estrema cura anche al suono più nascosto. Ci sta insegnando a vedere dettagli prima del tutto inosservati.</p>
<p>E lui suona, suona tanto. Vive di musica. È un professionista della batteria e un grande appassionato di rock progressivo. Sua è l&#8217;unica cover band dei <strong>King Crimson</strong> su territorio nazionale, i <strong>Kcrimsonick</strong>.</p>
<div id="attachment_457" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/Kcrimsonick.jpg"><img class="size-full wp-image-457 " title="Kcrimsonick Logo" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/Kcrimsonick.jpg" alt="Kcrimsonick Logo" width="540" height="173" /></a><p class="wp-caption-text">Kcrimsonick Logo</p></div>
<p>Eseguono il repertorio degli anni 73-74, quindi il periodo della trilogia <strong>Lark&#8217;s tongues in aspic</strong>, <strong>Starless and bible black</strong> e <strong>Red</strong>, con la lineup <strong>Robert Fripp</strong>, <strong>John Wetton</strong>, <strong>David Cross</strong>, <strong>Bill Bruford</strong>. E proprio di David Cross hanno aperto il concerto del 2 dicembre al <strong>Crossroads Live Club</strong> di Roma.<br />
Anche gli altri componenti della band, ovviamente, sono strepitosamente bravi. Ne conosco alcuni, oltre a Daniele Pomo alla batteria, <strong>Lorenzo Feliciati</strong> al basso, <strong>Giacomo Anselmi</strong> alla chitarra. Gli altri sono: <strong>Andrea Bassato</strong> al violino elettrico e <strong>Riccardo Romano</strong>, chitarra, tastiere e voce.</p>
<p>Li ho sentiti suonare dal vivo. Strepitosi! E i King Crimson sono tostitostitosti da suonare, eh.</p>
<div id="attachment_456" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/Kcrimsonick-live.jpg"><img class="size-full wp-image-456 " title="Kcrimsonick Live @ Crossroads Live Club - Rome" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/Kcrimsonick-live.jpg" alt="Kcrimsonick Live @ Crossroads Live Club - Rome" width="512" height="312" /></a><p class="wp-caption-text">Kcrimsonick Live @ Crossroads Live Club - Rome</p></div>
<p>Durante l&#8217;ultima lezione ci ha raccontato come hanno messo in piedi questo progetto, le difficoltà tecniche incontrate, i successi ottenuti. La soddisfazione di aver realizzato un progetto così ambizioso.</p>
<p>Ci raccontava di aver ascoltato, per un anno e mezzo, esclusivamente il repertorio dei King Crimson, studiandolo, vivisezionandolo, provandolo, riprovandolo. Che lavorone!</p>
<p>Adesso pare che prossimamente debbano aprire i concerti di <strong>Tony Levin</strong> in Italia, il quale, come ex bassista dei King Crimson, si è meravigliato parecchio quando ha saputo che nel loro repertorio risulta anche Fracture, pezzo notoriamente complicatissimo. Ma qui non stamo mica a pettina&#8217; e bambole, direbbe qualcuno.</p>
<p>Un consiglio: non perdeteveli se vi capitano a portata di mano, vale davvero la pena. Ottima musica eseguita in modo eccellente da musicisti di altissimo livello.</p>
<p>E non pensate che io sia di parte, nel dire questo o almeno, se proprio siete sospettosi, andate prima a vederli dal vivo, poi ne riparliamo.</p>
<p><a title="Kcrimsonick su MySpace" href="http://www.myspace.com/kcrimsonick" target="_blank">Kcrimsonick su MySpace</a></p>
<p><a title="Kcrimsonick su Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/kcrimsonick/361766067942" target="_blank">Kcrimsonick su Facebook</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/divinita/kcrimsonick/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Les Claypool, David Pirner e il grande castoro marrone di Wynona</title>
		<link>http://www.musicworld.it/divinita/les-claypool-e-il-grande-castoro-marrone-di-wynona</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/divinita/les-claypool-e-il-grande-castoro-marrone-di-wynona#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 23:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divinità]]></category>
		<category><![CDATA[David Pirner]]></category>
		<category><![CDATA[Les Claypool]]></category>
		<category><![CDATA[Primus]]></category>
		<category><![CDATA[Soul Asylum]]></category>
		<category><![CDATA[Tales from the punchbowl]]></category>
		<category><![CDATA[Winona Ryder]]></category>
		<category><![CDATA[Wynona's big brown beaver]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=423</guid>
		<description><![CDATA[<p>Mi sono ammazzato dal ridere quando ho saputo il modo in cui la passera di Winona Ryder è stata motivo di attrito tra musicisti di fama internazionale.</p>
<p>httpvp://www.youtube.com/view_play_list?p=E816A3FBD1727AA3</p>
<p>Ora, per essere precisi non è che si tratti proprio di passera, che gli americani non hanno gli stessi animali che abbiamo noi e neanche le nostre stesse metafore. Ché a <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/divinita/les-claypool-e-il-grande-castoro-marrone-di-wynona">Les Claypool, David Pirner e il grande castoro marrone di Wynona</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono ammazzato dal ridere quando ho saputo il modo in cui la passera di <strong>Winona Ryder</strong> è stata motivo di attrito tra musicisti di fama internazionale.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E816A3FBD1727AA3">httpvp://www.youtube.com/view_play_list?p=E816A3FBD1727AA3</a></p>
<p>Ora, per essere precisi non è che si tratti proprio di passera, che gli americani non hanno gli stessi animali che abbiamo noi e neanche le nostre stesse metafore. Ché a pensarci bene non so neanche se gli americani ce li hanno i passeri. Loro hanno le aquile, che i passeri se li mangiano, mica come noi. Comunque non importa.</p>
<p>Certo però, invece di passera, chiamarla <em>grande castoro marrone</em> non è che evochi proprio immagini di pari tenerezza. E faccio anche un po&#8217; fatica ad associare Winona Ryder, così carina e deliziosa, a quel <em>grande castoro marrone</em> di cui parliamo.</p>
<p>Ora, se vi dico che il castoro di Winona Ryder ha fatto litigare due musicisti, tutti pensate ad una contesa amorosa tra i due, roba di corna e cose del genere. Ma non è così.</p>
<div id="attachment_429" class="wp-caption aligncenter" style="width: 355px"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/LesClaypool_345.gif"><img class="size-full wp-image-429" title="Les Claypool" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/LesClaypool_345.gif" alt="Les Claypool" width="345" height="489" /></a><p class="wp-caption-text">Les Claypool</p></div>
<p>La scena è la california del 1995 e i musicisti  di cui parliamo sono <strong>Les Claypool</strong>, il bassista istrione e funambolo delle quattro corde dal timbro slabbrato, leader e mente dei <strong>Primus</strong>, uno dei gruppi più eclettici e fuori dalle righe che abbia mai sentito (pare anche che tra i tags ID3 versione 1, quelli con cui si assegnano i generi musicali ai files mp3, vi sia proprio un genere <em>Primus</em> ad indicare la difficoltà di classificazione di questo gruppo, poi è arrivata la versione 2 con cui ognuno poteva fare come voleva) e <strong>David Pirner</strong>, cantante dei <strong>Soul Asylum</strong>, all&#8217;epoca fidanzato della nostra Winona.</p>
<div id="attachment_430" class="wp-caption aligncenter" style="width: 348px"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/Pirner-Ryder.jpg"><img class="size-full wp-image-430" title="David Pirner e Winona Ryder" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/12/Pirner-Ryder.jpg" alt="David Pirner e Winona Ryder" width="338" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">David Pirner e Winona Ryder</p></div>
<p>I Primus, all&#8217;apice del successo, avevano da poco pubblicato l&#8217;album <strong>Tales from the punchbowl</strong>, contenente la canzone <strong>Wynona&#8217;s big brown beaver</strong>, gran bel pezzo, eh, uno dei miei preferiti di tutta la loro discografia. Chissà perché ha sollevato tutto quel polverone.</p>
<p>&#8220;Ehi, tu sei un fottuto stronzo. Non devi fare le canzoni che parlano del grande castoro marrone della mia fidanzata! Io ti spacco la faccia. Anzi, ordino a tutti i miei fans di spaccare la faccia a tutti i tuoi fans. Così impari!&#8221;. Ora voi capite la drammaticità della situazione. In Italia ne sarebbe nata una faida.</p>
<p>Les Claypool ha più volte sostenuto che la canzone non parli di Winona, tant&#8217;è che lui lo scrive e lo pronuncia in maniera diversa. E sarebbe anche riuscito a convincere la stessa Winona, che lei è una persona ragionevole, ma lui&#8230; dio che testardo! Non c&#8217;è stato verso. Possibile che non ci sia stato nessuno dei suoi amici capace di farlo ragionare? Guarda che non ce l&#8217;ha con lei, primo perché la tua Winona ha la <em>i</em>, la sua la <em>y</em>, e poi il mondo è pieno di Wynone, perché proprio lei?</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Uhm, già. Perché proprio lei? Sa qualcosa, David, su loro due, che nessun altro sa? Perché se l&#8217;è presa così tanto per una canzone che a parte il nome nel titolo non ha altri riferimenti alla sua fidanzata? Sembra strano anche a voi, vero?</p>
<p>Comunque quello si è incazzato tanto che durante un concerto rinominò una sua canzone, dedicandola a Les Claypool con il titolo <strong>Les Claypool&#8217;s A Big Fucking Asshole</strong>. Molto carino e ragionevole, non c&#8217;è che dire.</p>
<p>Ehi ragazzi, finiamola qui, eh?! Che già bastano i casini che fanno le tifoserie calcistiche. Se vi ci mettete pure voi a scaldare gli animi delle vostri fans è finita.</p>
<p>Dai, datevi la mano e fate la pace.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/divinita/les-claypool-e-il-grande-castoro-marrone-di-wynona/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iriondo è rientrato nel gruppo</title>
		<link>http://www.musicworld.it/divinita/iriondo-afterhours</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/divinita/iriondo-afterhours#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 23:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divinità]]></category>
		<category><![CDATA[Afterhours]]></category>
		<category><![CDATA[Xabier Iriondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=398</guid>
		<description><![CDATA[<p>Io ero affascinatissimo da questo chitarrista smilzo, col baffo, i basettoni, i capelli lunghi e gli occhi truccati, dal look molto seventies e dal nome così esotico.</p>
<p>Xabier Iriondo</p>
<p class="wp-caption-text">Xabier Iriondo</p>
<p>E&#8217; sempre rimasta una buona abitudine sin da quando ero ragazzino e compravo le prime cassette e i primi dischi in vinile, quella di andarmi a leggere <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/divinita/iriondo-afterhours">Iriondo è rientrato nel gruppo</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ero affascinatissimo da questo chitarrista smilzo, col baffo, i basettoni, i capelli lunghi e gli occhi truccati, dal look molto seventies e dal nome così esotico.</p>
<p><strong>Xabier Iriondo</strong></p>
<div id="attachment_399" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/11/XabierIriondo1.jpg"><img class="size-full wp-image-399" title="Xabier Iriondo" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/11/XabierIriondo1.jpg" alt="Xabier Iriondo" width="400" height="606" /></a><p class="wp-caption-text">Xabier Iriondo</p></div>
<p>E&#8217; sempre rimasta una buona abitudine sin da quando ero ragazzino e compravo le prime cassette e i primi dischi in vinile, quella di andarmi a leggere tutto quello che c&#8217;era scritto, dai testi ai nomi dei componenti, che venivano rigorosamente imparati a memoria.</p>
<p>E mi è capitato un giorno, ma già grandicello all&#8217;università, il cd <strong>Germi </strong>degli <strong>Afterhours</strong>, prestato e presentatomi da un amico come un grande album. A casa l&#8217;ho messo nel lettore cd eeeepporcaputtanachespettacolodialbum!!!</p>
<p>Nel giro di tre canzoni ero già un loro fan della primissima ora e già cominciavo a cercare informazioni su di loro, sui loro concerti, sulla loro discografia.</p>
<p>Leggendo l&#8217;artwork mi rimase impresso quel nome e quel suo modo di suonare la chitarra, così tribale ma così moderno.</p>
<p>Già con la prima traccia, <strong>Nadir</strong>, si sente questa chitarra distorta che lentamente, incedendo a passi lenti e ampi, si fa strada su cromatismi dissonanti in una danza abrasiva che lentamente accelera e ruota e gira su se stessa, e accelera ancora e gira, più veloce e ora ruota una nota dopo l&#8217;altra, sempre più veloce, vorticosamente più veloce, fino a che il suono non si sfibra, si scioglie e diventa uno stridìo metallico impazzito. Un attimo di silenzio&#8230; e poi attacca <strong>Germi</strong>, una delle canzoni più malate dell&#8217;album. Un&#8217;armonia semplice, scandita dal ritmo martellante della batteria e il muro di suono della chitarra che ad alto volume è davvero devastante. E quella voce&#8230; quella voce così distorta, allucinata&#8230;</p>
<p>Ma questo post non è una recensione di Germi, era solo per trasmettere il coinvolgimento del primo ascolto.</p>
<p>httpvp://www.youtube.com/view_play_list?p=FF2F0C27577B4529</p>
<p>Dopo un paio di mesi ho saputo che erano in concerto all&#8217;ex mattatoio di Verona. Avendo l&#8217;appoggio logistico, ho preso il treno e sono partito. Da Lecce. Per il mio primo e non ultimo concerto degli Afterhours.</p>
<p>Ero sotto al palco, sentivo l&#8217;odore della pelle degli stivali di Manuel Agnelli! Gran bel concerto. E Iriondo era sul palco, con quei suoi bellissimi occhiali femminili dai colori sgargianti e dalle forme eccedenti. Ho gustato ogni singola nota che ha suonato. Tutti, per la verità, ma lui era il mio preferito.</p>
<p>Poi ho saputo che aveva lasciato il gruppo. Che uno non si capacita mai di come possano avvenire certi eventi. Un po&#8217; come con <a href="http://www.musicworld.it/radio-armageddon/mike-portnoy-lascia-i-dream-theater">Mike Portnoy e i Dream Theater</a>. Ho continuato a seguirlo, so del suo negozio di strumenti esotici a Milano, il <a href="http://www.xabieririondo.com/soundmetak.htm">SoundMetak</a>, so dei suoi altri progetti musicali, gli <strong>A short apnea</strong>, i <strong>Six Minute War Madness</strong>, i <strong>Tasaday</strong> e tanti altri ancora.</p>
<p>E poi ho avuto un incontro ravvicinato, per quello che significa questo termine per uno che passa molto tempo in rete.</p>
<p>Mi divertivo in passato a fare delle sperimentazioni di musica elettronica, componevo usando suoni generati da strumenti di vario tipo, anche autocostruiti e il laptop come minipimer digitale. Una volta ricevetti un invito a realizzare una traccia per una mega net-release che commemorava i dieci anni di attività della net-label <a href="http://www.aferecords.com">Afe Records</a> a cui stavano partecipando tantissimi artisti da tutta italia. Si chiamava <a href="http://www.aferecords.com/afe080mp3/afe080mp3.htm">Breakin down the barriers 1995-2005 &#8211; Ten Years of Afe Records</a>. Leggendo l&#8217;elenco degli artisti partecipanti, ho visto che figurava anche il mio amico Xabier. Non potevo crederci. Per puro caso il mio nickname di allora <strong>Strinqulu</strong>, appariva accanto (o quasi&#8230; sì, più o meno&#8230; eddai!) al suo. Posso dire di aver realizzato un album con lui. Non l&#8217;ho mai visto. No. Ma che importa? In fondo anche i Beatles hanno registrato l&#8217;ultimo album senza mai incontrarsi in studio, no? E allora suvvia, un po&#8217; di elasticità!</p>
<p>Oggi ho scoperto, ma in realtà la notizia risale all&#8217;estate scorsa, che durante il Summer Tour 2010 degli Afterhours, era sul palco insieme a loro, con la sua chitarra in mano, Xabier. E anche nei due concerti che hanno fatto in Cina l&#8217;11 e 12 ottobre si sono portati dietro Xabier&#8230; ma allora posso anche azzardare un&#8217;ipotesi&#8230;</p>
<p>Tra poco gli Afterhours entreranno in studio per registrare il loro prossimo album, magari Xabier potrebbe dargli una mano.</p>
<p>Sì, quasi quasi glielo dico a Manuel, quando lo vedo, sì sì.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/divinita/iriondo-afterhours/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Song of Joy &#8211; Nick Cave</title>
		<link>http://www.musicworld.it/storie/song-of-joy-nick-cave</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/storie/song-of-joy-nick-cave#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 21:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Cave]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=369</guid>
		<description><![CDATA[Racconto costruito attorno alla canzone "Song of Joy" tratta dall'album "Murder Ballads" di Nick Cave. <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/storie/song-of-joy-nick-cave">Song of Joy &#8211; Nick Cave</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è una storia da fredda e lugubre notte d&#8217;inverno. È buio, la luna è velata da nubi veloci che scivolano e solcano il cielo come ombre di streghe in volo sulle loro scope. Il vento è gelido e taglia la pelle del viso, ghiacciando il fiato sui baffi dell&#8217;uomo che si avvicina alla porta di un&#8217;abitazione, delineata dalla foresta sullo sfondo soltanto dall&#8217;intermittente luce lunare che rischiara lo sguardo riflettendosi sulla neve. In lontananza, nella foresta che domina dietro la casa, l&#8217;eco lontana di falene senz&#8217;ali che cantano inni alla luna, come il pianto di solitudine di piccoli bambini nella penombra della notte.</p>
<p>Scricchiola la neve sotto il passo incerto e leggermente barcollante dell&#8217;uomo, avvolto in un pesante cappotto di lana nera che lo nasconderebbe come un fantasma se non fosse per il contrasto con il bianco manto disteso tutt&#8217;intorno. La fotografia mentale di immagini rubate nei pochi momenti di tenue luce lunare lo aiuta a raggiungere la porta d&#8217;ingresso, chiudendo gli occhi e giocando a camminare a memoria negli attimi di buio totale.</p>
<p>Prima di salire i tre gradini che lo separano dalla porta, l&#8217;uomo solleva la testa verso l&#8217;alto, fino a far toccare il bavero del cappotto dalla tesa del cappello nero, cercando nel cielo le sue quattro stelle preferite, non le più luminose, ma quelle che inspiegabilmente lui scopre vibrare, come di paura,  tutte le volte che le guarda. Ma stanotte non ci sono stelle per lui in cielo.</p>
<p>Abbassa lo sguardo a terra e attende un attimo prima di muovere con lenta sicurezza il piede sinistro in avanti e poi il destro sul primo gradino, poi il secondo, poi il terzo. Il legno si piega leggermente sotto il peso dell&#8217;uomo e il rumore dei tacchi assume un riverbero quasi caldo, al coperto della veranda d&#8217;ingresso.</p>
<p>Ora è fermo e guarda la porta di solido massello davanti a lui. Tira fuori la mano destra dalla tasca del cappotto e senza sfilare il guanto di pelle nera, afferra il battente di bronzo proprio di fronte al suo viso e lo percuote con educata decisione. Poi, sempre immobile, rimette la mano in tasca e rimane ad attendere.</p>
<p>Dalla fessura sotto la porta, dopo pochi istanti, trapela la luce di una lampada appena accesa, la porta si apre con prudenza, il viso di un uomo appare in controluce e con una voce sorpresa e un po&#8217; allarmata chiede: &#8220;Chi siete? Con questo freddo, cosa fate da queste parti? Andate via.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ENnmG3B3tvI">http://www.youtube.com/watch?v=ENnmG3B3tvI</a></p>
<p>Abbiate misericordia di me, signore. &#8211; Disse lo straniero con un tono basso e pacato &#8211; Permettetemi di disturbarvi, non ho un posto dove stare e fa tanto freddo che sento il gelo penetrarmi nelle ossa. Lasciatemi entrare, vi prego.</p>
<p>L&#8217;uomo dietro alla porta era combattuto. Aveva paura, di chiunque avesse potuto incontrare a quell&#8217;ora della notte, ma sapeva che il freddo di quella notte non avrebbe lasciato scampo a nessuno. E allora tradì un momento di indecisione nello sguardo e nel ritmo del suo respiro.</p>
<p>Allora lo straniero continuò. Vi racconterò una storia a proposito di un uomo e la sua famiglia. Vi giuro che è una storia vera. È la mia storia.</p>
<p>I due uomini si guardavano negli occhi. Gli occhi azzurri dell&#8217;uomo dalla parte calda della porta tremavano di un riflesso commosso e incredulo per quanto stava accadento. La voce dell&#8217;avventore era ipnotica, paradossalmente rassicurante. I suoi occhi erano opachi di una tristezza mal digerita dal tempo e l&#8217;espressione era quella di un volto che ha dimenticato il sorriso.</p>
<p>Dieci anni fa incontrai una ragazza di nome Joy. Era così dolce e felice e i suoi occhi rilucevano come gioielli azzurri. La amai dal primo istante di un amore passionale e tumultuoso che credevo non avrei mai provato. Prima di allora non avevo idea di quanta felicità potesse portare l&#8217;amore di una donna come lei.</p>
<p>Ci sposammo in primavera e in poco tempo avemmo tre figlie. Tre bambine meravigliose come la madre, che chiamammo Hilda, Hattie e Holly. Anche i loro occhi rilucevano come gioielli azzurri ed io ero ricco della mia vita.</p>
<p>Ma non potevo immaginare quale orrore avesse in serbo per me il destino.</p>
<p>Una mattina mi svegliai e la trovai che piangeva e di quella tristezza che le aveva intriso il cuore non si riprese più. Rimase gioia solo di nome.</p>
<p>Una volta mi confidò che era come se potesse vedesse nel profondo della sua ultima notte&#8230; due occhi dallo sguardo furioso, dall&#8217;iride rossa di sangue che la sovrastavano e quel luccichio di lama così intenso e fatale che si rifletteva nel cristallino.</p>
<p>L&#8217;uomo della casa era ormai completamente ipnotizzato dallo sguardo senza espressione dell&#8217;uomo che aveva davanti e aveva cominciato a tremare, non di paura, ma per l&#8217;empatia indottagli da quelle immagini raccontate con tale fredda rassegnazione e dall&#8217;emozione paralizzante che la loro ricostruzione nella sua mente gli dava.</p>
<p>Anche le bambine erano diventate tristi e silenziose. E presto nella nostra casa dimenticammo il suono delle loro risa gioiose.</p>
<p>L&#8217;uomo tacque per un attimo, come se stesse rivivendo nella sua mente un&#8217;immagine che non poteva assolutamente interrompere. Mentre il suo ascoltatore era ormai di ghiaccio e il fiato gli bastava a malapena a mantenersi in vita.</p>
<p>Poi continuò, stavolta tradendo un filo di emozione &#8211; Come è stato possibile? Quante volte mi sono fatto questa domanda!</p>
<p>Una notte, mentre io ero a far visita ad un amico malato, ero medico allora, qualcuno busso alla porta di casa nostra. Joy e le bambine erano da sole.</p>
<p>Al mio ritorno ho trovato Joy, sul letto. Era stata legata, imbavagliata e uccisa a sangue freddo, accoltellata più volte e infilata dentro un sacco a pelo.</p>
<p>Nei loro lettini ho trovato le mie bambine. Erano state derubate anche loro delle loro vite, uccise quasi come mia moglie… quasi come mia moglie.</p>
<p>E una lacrima solco il suo viso, mentre parlava delle sue bambine. Ma la voce, quella, continuava ad essere impassibile.</p>
<p>La polizia non lo prese mai. È ancora libero e sembra che abbia commesso molti altri delitti di tale ferocia.</p>
<p>Scriveva versi di John Milton alle pareti, col sangue delle vittime. A casa mia c&#8217;erano dei versi tratti dal Paradiso Perduto… almeno, così mi hanno detto.</p>
<p>Tacque. E all&#8217;altro uomo che ascoltava non importò per quanto tempo. Ormai non sentiva neanche più il freddo sui piedi.</p>
<p>Poi alzo lo sguardo e fisso il suo ascoltatore. Continuò, ma stavolta era come se si fosse ripreso e il tono era più vivo, meno rettilineo.</p>
<p>Da quel giorno ho lasciato la mia casa e vago da un posto all’altro.  &#8211; Silenzio.</p>
<p>Poi, con un tono ancora più incalzante: Il vento qui intorno è gelido e sferzante e la mia storia è quasi al termine… Ho paura che domani mattina ci sarà una gelata… farà molto freddo, stanotte.</p>
<p>Sono alla vostra soglia e voi siete un uomo di famiglia, fuori volteggiano gli avvoltoi, ululano i lupi, e sibilano i serpenti e farmi questo piccolo favore, amico mio, sarebbe per me tutta la benedizione del mondo&#8230;</p>
<p>Mi considerate un amico?</p>
<p>Avete almeno un briciolo di pietà per la mia tragica storia?</p>
<p>Avete, signore, una stanza?</p>
<p>Mi invitate a entrare?</p>
<p>L&#8217;uomo dagli occhi azzurri, come ipnotizzato e catturato in un incubo non suo, fece un movimento di assenso del capo appena accennato, e scostandosi con lentezza con un passo di fianco, lo fece entrare.</p>
<p>La porta si richiuse e la luce si spense, mentre i lupi continuavano a cantare il loro inno notturno alla luna.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/storie/song-of-joy-nick-cave/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ah, l&#8217;amour!</title>
		<link>http://www.musicworld.it/divinita/ah-lamour</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/divinita/ah-lamour#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 19:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divinità]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Waits]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=352</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ci risiamo!</p>
<p>E sono seriamente preoccupato. Eccitato ma preoccupato.</p>
<p>Nel giro di pochi mesi mi sono posto per ben due volte la stessa domanda con due artisti differenti, ma sempre più simili man mano che li ascolto e approfondisco.</p>
<p>Come ho fatto a vivere fino ad oggi senza la musica di Vinicio Capossela, ho pensato mesi fa, dopo aver <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/divinita/ah-lamour">Ah, l&#8217;amour!</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo!</p>
<p>E sono seriamente preoccupato. Eccitato ma preoccupato.</p>
<p>Nel giro di pochi mesi mi sono posto per ben due volte la stessa domanda con due artisti differenti, ma sempre più simili man mano che li ascolto e approfondisco.</p>
<p>Come ho fatto a vivere fino ad oggi senza la musica di <strong>Vinicio Capossela</strong>, ho pensato mesi fa, dopo aver ascoltato <strong>All&#8217;una e trentacinque circa</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/vinicio_capossela.jpg"><img class="size-full wp-image-355 aligncenter" title="Vinicio Capossela" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/vinicio_capossela.jpg" alt="Vinicio Capossela" width="450" height="310" /></a></p>
<p>Da quel momento mi sono procurato&#8230; si dice comprato, mi pare&#8230; tutta la sua musica e ho cominciato ad ascoltarlo con la stessa passione di quando si fa l&#8217;amore con la donna amata. No, davvero, può sembrare esagerato, ma è così.</p>
<p>Un impatto emotivo da starci attenti, così forte che può mandare in estasi o precipitare nella più profonda depressione.</p>
<p>Oggi credo che non potrò più farne a meno.</p>
<p>Ieri invece pensavo che chissà quando, nel futuro, sei mai sarebbe nuovamente accaduto, mi sarei lasciato trasportare con tanta passione dalla musica di un artista.</p>
<p>E come facevo a sapere che si sarebbe verificato dopo solo pochi mesi?</p>
<p>E qualche giorno fa, ascoltando <strong>Closing Time</strong> di <strong>Tom Waits</strong>, mi sono bruciato un&#8217;altra volta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/tom-waits-2.jpg"><img class="size-full wp-image-356 aligncenter" title="Tom Waits" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/tom-waits-2.jpg" alt="Tom Waits" width="485" height="480" /></a></p>
<p>Dio, che emozione! E&#8217; risonanza dell&#8217;anima, quella. Lui suona e tu risuoni. In sincrono.</p>
<p>Come ho fatto a vivere fino ad oggi senza la sua musica, mi sono ridetto, dopo solo pochi mesi dall&#8217;ultima volta.</p>
<p>Oggi giuro che non me ne separerò più.</p>
<p>Per gradire:</p>
<p>httpvp://www.youtube.com/view_play_list?p=A1EBAB5DBF8AFA72</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/divinita/ah-lamour/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>70000 tons of metal</title>
		<link>http://www.musicworld.it/eventi/70000-tons-of-metal</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/eventi/70000-tons-of-metal#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 20:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[70000 tons of metal]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=304</guid>
		<description><![CDATA[<p>Scoperto che  il luogo, la valle di Giosafat, non è sufficientemente capiente da contenere tutti, che all&#8217;epoca della stesura della bibbia mica eravamo in tanti, si è pensato di cercare posti aggiuntivi sparsi in tutto il mondo, come sedi distaccate, branch offices, della suddetta valle preposta. E siccome la burocrazia sta rallentando tutto il processo, <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/eventi/70000-tons-of-metal">70000 tons of metal</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scoperto che  il luogo, la valle di Giosafat, non è sufficientemente capiente da contenere tutti, che all&#8217;epoca della stesura della bibbia mica eravamo in tanti, si è pensato di cercare posti aggiuntivi sparsi in tutto il mondo, come sedi distaccate, branch offices, della suddetta valle preposta. E siccome la burocrazia sta rallentando tutto il processo, la gente si organizza come può per intrattenersi e passare il tempo. E si suona la chitarra, si fuma erba, si fa l&#8217;amore, si suona e si organizzano persino concertoni di dimensioni&#8230; bibliche (pensate anche voi che questo aggettivo in questo contesto sia un tantino fuori luogo?).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/Saxon-RockTheNations.jpg"><img class="size-full wp-image-309 aligncenter" title="Saxon - Rock the nations" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/Saxon-RockTheNations.jpg" alt="" width="447" height="343" /></a></p>
<p>Ci è appena giunta notizia, però, di un mega-evento itinerante, se così si può dire, a cui tutti i metallari del mondo sono vivamente invitati a partecipare. Non un pub, non una piazza, non uno stadio e nemmeno un&#8217;intera valle, che ci si sta pure larghi, ma fare pipì lì è davvero un casino.</p>
<p>Niente di tutto ciò.</p>
<p>Un&#8217;intera nave da crociera. Enorme. Una stazza da 70000 (settantami-la) tonnellate di metallo, dodici piani in altezza e quasi 300 metri (un terzo di chilometro) di lunghezza. Una capacità massima di 2700 passeggeri e 800 membri dell&#8217;equipaggio. Questi sì, numeri di proporzioni bibliche.</p>
<p>Non importa il motivo per cui ci si potrebbe trovare su una nave così. Sicuramente ce n&#8217;è per tutti gusti. Bar, ristoranti con tutte le cucine del mondo, casinò, saloni di bellezza, fitness centers, piscine, campi da tennis, campi da baseball e anche una parete da scalare, per allenarsi a raggiungere il paradiso come clandestini qualora non si venisse nominati. E se avete bambini, non vi preoccupate, c&#8217;è anche l&#8217;asilo dove parcheggiare i vostri piccoli strilloni, che verranno coccolati e allattati a whisky e gin.</p>
<p>A questo aggiungete la vostra musica preferita, sempre che il metal lo sia, altrimenti&#8230; fareste bene a girare alla larga. C&#8217;è gente che puzza di professione, lì! In senso buono, s&#8217;intende.</p>
<p>Ora, dio vide quanto era stato fatto ed era tutto molto buono&#8230; peccato che non l&#8217;aveva fatto lui. Era sicuramente opera della concorrenza.</p>
<p>&#8220;Maledetti, hanno un reparto marketing che ci ha sempre fatto le scarpe!&#8221;, diceva dio guardandosi le sue Hell Stars rosso fuoco ai piedi.</p>
<p>Ma ci mancava ancora qualcosa&#8230;, pensò lo stagista marchettaro neoassunto in servizio all&#8217;inferno, qualcosa per colorare in modo indelebile l&#8217;evento, qualcosa per fare davvero casino, un casino del&#8230; diavolo!!!</p>
<p>Ci pensò un attimo su e i suoi occhi si illuminarono di una vispa luce vermiglia. Ma cccerto, mettiamo su quella cazzo di nave una decina&#8230; venti&#8230; trenta&#8230; ma sì, maccheccazzo, quaranta&#8230; gruppi metal di fama mondiale e facciamoli suonare uno dopo l&#8217;altro, a volumi così alti che terremo svegli per quattro giorni di fila tutti i santi del paradiso!</p>
<p>E quando portò l&#8217;idea a satanasso in persona, al grande capo parve cosa buona e giusta.</p>
<p>&#8220;Date carta bianca a questo giovanotto volenteroso, che non gli manchino tutti i peccati capitali di cui ha bisogno per mantenere un corretto equilibrio psicofisico e umore e creatività alle stelle!&#8221; disse satana bestemmiando la concorrenza.</p>
<p>E lui si mise al lavoro, si attaccò al telefono e nel giro di pochissimo tempo ingaggiò ben più di 30 gruppi metal, tutti frementi all&#8217;idea di partecipare ad un evento di simili proporzioni, <strong>Agent Steel</strong>, <strong>Amon Amarth</strong>, <strong>Cripper</strong>, <strong>Dark Tranquillity</strong>, <strong>Death Angel</strong>, <strong> Ensiferum</strong>, <strong>Epica</strong>, <strong>Exodus</strong>, <strong>Fear Factory</strong>, <strong>Finntroll</strong>, <strong>Forbidden</strong>, <strong>Gammaray</strong>, <strong> Iced Earth</strong>, <strong>Korpiklaani</strong>, <strong>Marduk</strong>, <strong>Moonspell</strong>, <strong>Nevermore</strong>, <strong>Obituary</strong>, <strong>Rage</strong>,  <strong>Raven</strong>, <strong>Sanctuary</strong>, <strong>Saxon</strong>, <strong>Sodom</strong>, <strong>Sonata Arctica</strong>, <strong>Swashbuckle</strong>, <strong>Testament</strong>, <strong> Trouble</strong>, <strong>Tir</strong>, <strong>Uli Jon Roth</strong>, <strong>Unleashed</strong>, <strong>Witchburner</strong>.</p>
<p>Una nave, 3 dozzine di gruppi metal da schiacciare i calli a suor germana, 3000 passeggeri, quattro giorni di musica dal vivo, di continuo. E chi lo vuole più il paradiso!</p>
<p>Allora facciamo che ci troviamo tutti a Miami, il giorno 23 gennaio 2011, ce ne andiamo al mare, ché l&#8217;organizzazione ha assicurato la presenza di migliaia di satanasse camuffate, già presenti sul posto per l&#8217;intrattenimento; la sera andiamo a fare casino nei locali di Fort Lauderdale e la notte dormiamo in albergo, ma anche in mezzo alla strada o sulla spiaggia. L&#8217;indomani, il 24 gennaio ci imbarchiamo e diamo inizio al delirio.</p>
<p>Tutto il giorno del 25 lo passiamo sull&#8217;oceano dei caraibi, in viaggio verso Cozumel, Messico, ascoltando musica, bevendo fiumi di alcool e benvenga anche tutto il resto, tanto, con le prospettive del giudizio universale imminente mica ci abbiamo più paura di andare a confessarci la domenica, tsk tsk.</p>
<p>Il 26 arriviamo a Cozumel, scendiamo dalla nave, smaltiamo le sbornie, ce ne andiamo in giro ché il posto è bello e ci sono le rovine maya, oppure ce ne stiamo a seccare sulla spiaggia, o fate un po&#8217; come cazzo ve pare, basta che il 27 ci ritroviamo tutti, perché si riparte per un altro viaggio in mezzo all&#8217;oceano, con musica dal vivo, altro casino, ancora fiumi di alcool, tanto sesso e&#8230; ah dimenticavo &#8211; categoricamente -  niente droga, sennò so&#8217; cazzi amari&#8230;, ma tanto roccherrol. Il 28 gennaio è previsto l&#8217;arrivo a Miami ed è vivamente consigliato un periodo di vacanza dopo la vacanza per riprendersi dallo stress della vacanza.</p>
<p>Ah, per il lieto fine, lo stagista è stato assunto! &#8230;ché laggiù i talenti se li tengono stretti e se li coccolano, mica come lassù, dove se non diventano martiri non se li caga nessuno!</p>
<p>Se volete altre informazioni a riguardo, guardate <a title="7000 tons of metal" href="http://www.70000tons.com/home.htm" target="_blank">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/eventi/70000-tons-of-metal/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bring on the night &#8211; The police</title>
		<link>http://www.musicworld.it/divinita/bring-on-the-night-the-police</link>
		<comments>http://www.musicworld.it/divinita/bring-on-the-night-the-police#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 19:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dick Basstardly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divinità]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Summers]]></category>
		<category><![CDATA[Bring on the night]]></category>
		<category><![CDATA[Reggatta de blanc]]></category>
		<category><![CDATA[Stewart Copeland]]></category>
		<category><![CDATA[Sting]]></category>
		<category><![CDATA[The Police]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.musicworld.it/?p=263</guid>
		<description><![CDATA[<p>Stamattina uscivo da casa e mentre scendevo a piedi le quattordici rampe di scale che separano il settimo piano dove abito dal livello suolo, come al solito spulciavo il mio iPod in cerca della giusta colonna sonora calibrata sul mio variabile umore mattutino, funzione di tantissimi e disparati fattori, dal tasso alcoolico residuo della sera prima, <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.musicworld.it/divinita/bring-on-the-night-the-police">Bring on the night &#8211; The police</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina uscivo da casa e mentre scendevo a piedi le quattordici rampe di scale che separano il settimo piano dove abito dal livello suolo, come al solito spulciavo il mio iPod in cerca della giusta colonna sonora calibrata sul mio variabile umore mattutino, funzione di tantissimi e disparati fattori, dal tasso alcoolico residuo della sera prima, al clima, alle previsioni della incipiente giornata lavorativa, per accompagnare il tratto di strada da casa mia all&#8217;ufficio.</p>
<p>Per chi non lo sapesse abito a massimo-quindici-minuti-a-piedi dall&#8217;ufficio dove lavoro, quindi posso essere un ottimo capro espiatorio per chi consuma parte cospicua della propria giornata inscatolato in una macchina, ingoiato nel traffico romano, o in quelle scatolette ad alta velocità di umani sotto sale (del proprio sudore) che sono le metropolitane romane.</p>
<p>La verità è che anche il mio iPod può essere, anzi in genere lo è, fonte di frustrazione mattutina. Tutto dipende se riesco a trovare la musica giusta. E spesso non accade, anche con otto gigabytes di roba.</p>
<p>Stamattina, scorrendo l&#8217;elenco, mi sono soffermato sulla cartella <strong>The Police</strong>.</p>
<div id="attachment_274" class="wp-caption alignnone" style="width: 522px"><a href="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/ThePolice.jpg"><img class="size-full wp-image-274 " title="The Police" src="http://www.musicworld.it/wp-content/uploads/2010/10/ThePolice.jpg" alt="The Police" width="512" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">The Police</p></div>
<p>Entrato, i loro cinque album studio, con la bella copertina a colori. Li amo tutti, da quando avevo 12 anni. Sono stati uno dei primi gruppi che ho scoperto e seguito con adolescente smodata passione.</p>
<p>Li amo tutti, ma il mio preferito rimane <strong>Reggatta de Blanc</strong>. Da sempre.</p>
<p>Entro nella cartella e sfoglio i pezzi. Ovvio, perché da casa all&#8217;ufficio non faccio certo in tempo ad ascoltare tutto l&#8217;album, come converrebbe. Allora seleziono i pezzi che preferisco. Primo tra tutti: <strong>Bring on the night</strong>.</p>
<p>Forse, anzi certamente, il pezzo dei Police che mi piace di più.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bz1mEMiNPHQ">http://www.youtube.com/watch?v=Bz1mEMiNPHQ</a></p>
<p>Lo ascolto tutto, una prima volta. Finisce. Lo rimetto. Finisce. Lo rimetto ancora. Poi perdo il conto. Riparto. Sono arrivato fino all&#8217;ufficio ascoltando sempre lo stesso pezzo, non so quante volte. Ma ho cominciato a fissarmi su alcuni dettagli della struttura.</p>
<p>Studio musica. Suono il basso da quando ho memoria. Amo i Police. Amo <strong>Sting</strong>. Ma più di Sting ho sempre ammirato <strong>Stewart Copeland</strong>. Il suo modo di suonare la batteria mi ha sempre affascinato da morire. Pur essendo bassista, da adolescente avevo sulla tasca del gilet di jeans, schiarito nella candeggina, la spilletta di Copeland, non quella di Sting.</p>
<p>Ho cominciato a contare le battute e gli accenti della batteria dall&#8217;inizio e ho verificato, numeri alla mano, anzi alle dita che usavo per contare, quello che a livello intuitivo già facevo suonandoci sopra ad orecchio.</p>
<p>Come premessa, per farmi capire meglio, ricordo che il tempo in quattro quarti è caratterizzato dai seguenti accenti: forte (primo movimento), debole (secondo), mezzoforte (terzo), debole (quarto).</p>
<p>Il pezzo, Bring on the night, si sa, è in quattro quarti, e ascoltandolo bene si capisce come gli accenti siano spostati sui movimenti pari, il secondo e il quarto, esattamente come ci si aspetta dalla musica reggae.</p>
<p>La versione studio comincia dal tocco di hi-hat del quarto movimento, traendo in inganno l&#8217;orecchio, che si aspetterebbe un inizio sul primo movimento della battuta. In questo modo gli accenti dell&#8217;hi-hat sembrano posizionati sul primo e sul terzo movimento, dando un sapore quasi rock. Alla diciassettesima battuta Stewart aggiunge un colpo di cassa che sembrerebbe, nell&#8217;ottica ingannevole iniziale, posizionato sul quarto movimento. Insolito. Solo alla venticinquesima battuta, all&#8217;ingresso del basso e della voce, si capisce l&#8217;ingegnoso inganno ritmico. Contando a ritroso si constata quindi che gli accenti iniziali sull&#8217;hi-hat non erano sul primo e sul terzo, ma su quarto (il primo colpo che si sente) e secondo, e che la cassa entra sul terzo movimento.</p>
<p>Tutto torna. Nel reggae gli accenti si spostano dai forti (primo e terzo) ai deboli (secondo e quarto), e sentendo tutto il pezzo con attenzione, si nota anche che non vi è un solo, neanche a pagarlo, accento della batteria sul primo movimento di qualunque battuta. Quindi, non solo spostamento degli accenti dai forti ai deboli, ma anche tra i forti (primo e terzo), preferito il mezzoforte (terzo) al forte (primo). La struttura risultante è quindi: debole, forte, mezzoforte, forte.</p>
<p>Anche il basso, quando entra nella strofa, accenta i movimenti pari e quel diavolo di Copeland sfrutta magistralmente il vuoto sul terzo movimento lasciato dagli altri strumenti per piazzarci i suoi magici tocchi di rullante e piatto che risaltano e scuotono come deflagrazioni improvvise.</p>
<p>Nel frattempo la chitarra di <strong>Andy Summers</strong> tesse un bellissimo, dolcissimo arpeggio, prendendosi amabilmente cura dell&#8217;armonia e lasciando la trasudazione del groove ai suoi degni compari.</p>
<p>Quando arriva il ritornello&#8230;</p>
<p><em>Bring on the night<br />
I couldn&#8217;t spend another hour of daylight&#8230;</em></p>
<p>i ruoli cambiano, ed ecco il basso passare ai movimenti dispari, mentre la chitarra smette di arpeggiare e sfodera tutta la sua carica ritmica, accentando con accordi brevi e sul registro acuto i movimenti pari.</p>
<p>Che groove! Impossibile tenere ferma la testa!</p>
<p>Poi la seconda strofa, come la prima e poi ancora il ritornello.</p>
<p>Poi il basso si ferma, la batteria continua a tenere il tempo e la chitarra vibra, risuona, urla, ma in modo quasi sommesso, degli armonici lunghissimi e acutissimi. Dopo sedici battute, al quarto movimento della sedicesima, il basso riprende a pulsare e rilancia il pezzo in tutta la sua carica con la batteria che sottolinea ossessivamente con piatto e rullante tutti i movimenti pari, fino a sfociare all&#8217;ultimo ritornello del pezzo, che chiude col giro iniziale strumentale sui cui è sovrainciso un nevrotico e ossessivo solo di chitarra.</p>
<p>Grandi Police! Dopo 25 anni continuo ad adorarvi e a meravigliarmi della vostra musica!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.musicworld.it/divinita/bring-on-the-night-the-police/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

